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Commenti e consigli dal nostro Forum
Pentangle
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sweetcat
Nov 14, 03 - 9:50 PM
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Pentanglen
Brickone, hai fatto centro ancora una volta. Ho scaricato "Lucky Black cat" (che altro???) e mi piace molto questo gruppo.
Mi metto a caccia di altri brani ed intanto ti mando un bacione.
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sweetcat
Nov 14th, 2003 - 9:55 PM
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Re: Pentanglen
Da solita dislessica ho messo una N in piu' nel nome del gruppo facendolo assomigliare ad un whisky scozzese. PENTANGLE
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siti sui Pentangle
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Fabrizio De Andrè
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Martina Dec 8, 03 - 9:58 PM
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...dai diamanti non nasce niente , dal letame nascono i fiori ...!
Sapete chi ha scritto queste parole? Beh che lo sappiate o meno mettetevi comodi e leggetevi questo lungo messaggio. E’ dedicato ad un grande poeta/cantante che ha scritto, secondo me, una delle più belle pagine della storia della letteratura italiana attraverso la musica.
La musica è una delle massime espressioni dell'animo umano, perciò sono andata alla ricerca di autori che dedicassero ampio spazio alla riflessione sul senso dell' esistenza, sulla società e i suoi problemi, sull'amore nella sua essenza.
Insomma un genere impegnato che fosse insieme armonioso nei ritmi e poetico-filosofico nei contenuti.
Mi avventurai così nel grande universo della musica alla ricerca di un astro-guida che rispecchiasse il mio ideale: lo trovai in Fabrizio De Andrè.
Fu amore a primo ascolto !
Cosa mi ha conquistato? l'armonia perfetta tra forma e contenuto, l'eloquenza e la ricchezza culturale del linguaggio, 'l'intelligenza' dello stile.
Uno stile che alterna la vivacità satirica, ai colori della natura, alla fantasia onirica, e che diventa magistralmente peculiare nell'uso del dialetto genovese e di ballate e musiche mediterranee.
Ma è soprattutto sui contenuti che vorrei spendere qualche parola in più. La direttrice dell'intera produzione discografica di De Andrè è senza dubbio la protesta sociale a cui , a mio parere, si intrecciano altri due temi: l'amore e la riflessione sul Dio cristiano.
Al centro della sua riflessione c'è comunque l'uomo con le sue attese di felicità ed inevitabili fallimenti, con i suoi peccati e le sue virtù.
In quale dimensione l'uomo è più vulnerabile e alla ricerca di felicità se non in quella dell'amore?
"Amore che vieni amore che vai", ecco condensata in poche parole per Fabrizio l'essenza del sentimento che ci fa ridere e piangere più di qualunque altro.
L'amore è rappresentato nella sua potenza e fugacità, coinvolge l'uomo profondamente fino a privarlo della ragione spingendolo a commettere le azioni più assurde come omicidi e suicidi; ne sono esempio ‘la ballata dell'amore cieco' dove un uomo uccide la madre e poi se stesso per conquistare l'amore di una donna che non lo merita e la 'ballata del Michè', il quale uccide per gelosia e poi si impicca non sopportando di vivere in carcere lontano dalla sua donna.
In circostanze meno estreme, l'amore diventa in positivo forse l'unica forza in grado di vincere il pregiudizio; come quell'illuso di 'Via del Campo' che si innamora di una prostituta (tra l'altro un travestito) e le chiede di sposarlo; ma può anche diventare una dolce carezza del cuore capace di ispirare al di là della passione e del possesso egoistico gesti delicati e romantici come rivestire una donna di petali rosa 'Nell'acqua chiara della fontana'.
L'invito di De Andrè di vivere i sentimenti con naturalezza senza pregiudizi e paure, nella consapevolezza della precarietà, si esprime in una frase semplice ma intensa sull'amore: 'ama e ridi se amor risponde, piangi forte se non ti sente, 'dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori'.
E Dio che ruolo ha nelle canzoni di De Andrè?
Io credo che l'idea di Dio si collochi in un ordine subordinato nell'ambito della riflessione sull'uomo e sulla società che a Fabrizio sta senz'altro più a cuore.
Pur dichiarandosi non credente De Andrè ha dato molto spazio alla figura di Cristo, dedicandogli ad esempio 'si chiamava Gesù', Il Pescatore e l'album la buona novella.
In si chiamava Gesù esordisce dicendo esplicitamente di non voler cantare nè la gloria ne la divinità di Cristo in cui egli riconosce solo un modello di uomo che ha lottato per gli ideali di vera uguaglianza, di rispetto e amore fraterno fino alla morte di croce. Un Cristo che egli non vuole pensare figlio di Dio ma figlio dell'uomo: parole che concludono la buona novella.
Sono dunque la riflessione sull'uomo e la protesta contro le ingiustizie sociali le note principali che compongono la sua musica.
Al centro del mirino la borghesia di cui egli è pur sempre figlio, ma un figlio ribelle.
Una ribellione che trova pacata e amara espressione in 'città vecchia': la canzone dei miserabili dove i protagonisti sono una prostituta bambina, vecchi alcolizzati e malviventi che popolano il centro storico di Genova, emarginati e condannati dalla borghesia perbenista ma amati da De Andrè per la loro genuinità e sfortuna , che 'se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo'.
La ribellione diventa aperta in 'storia di un impiegato' un giovane come tanti, figlio , come Fabrizio e come me, della borghesia. Un giorno ascoltando una canzone sessantottina si rende conto di essere oppresso e frustrato dalle catene del lavoro, dalla ipocrisia dei miti e valori della sua classe, di non riuscire ad essere sè stesso perché ormai troppo condizionato da paure e dalle regole sociali.
In un tentativo di conquista della libertà fa ricorso alla violenza contro la borghesia e il sistema statale che di essa è espressione; ma dopo si rende conto che facendo la parte del boia ha finito per sostituirsi alla borghesia nel potere. Solo nella prigione, dovendo condividere tutto con gli altri detenuti, supera l'io egoistico e prepotente sostituendolo col noi degli sfruttati e dei reietti.
Infine la domenica delle Salme (non vi fà pensare alla domenica delle palme ? forse uno dei tanti richiami al vangelo?) , è la celebrazione del funerale di Ideale ed Utopia, amara e dura constatazione del torpore in cui sono cadute le nostre coscienze assopite dai gas esilaranti della TV al servizio del potere; un potere che ci nasconde le verità, come ’le Nuvole‘ ci nascondono la luce del sole, che ci spinge all'individualismo offrendoci in cambio il benessere materiale e una pace terrificante.
A Fabrizio devo un grazie per avermi aperto gli occhi sul disimpegno sociale e l'indifferenza in cui versa la mia generazione compresa io. Se non ha potuto cambiare il mondo il suo messaggio, spero, possa scuotere dal torpore la coscienza di chi lo ha ascoltato e lo ascolterà.
Non limitiamoci ad ascoltare solo musica leggera e dance che spesso dipinge il mondo con tinte troppo materialistiche e alienanti, ma diamo più spazio alla musica d’autore e impegnata, certamente più ricca di valori.
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Al... Dec 10,03 - 12:38 AM
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De Andrè
Condivido appieno quanto detto da Martina. De Andrè è stato un grande. Non ci sono aggettivi che possano descrivere la sua poesia.... Mi piace ricordarlo, oltre che per i grandi classici del passato e per i temi da lui trattati con così grande sensibilità (che non sto qui a ripetere, lo ha già fatto egregiamente Martina), mi piace ricordarlo riportando alcuni versi di una delle sue ultime canzoni tratte dall'album "Anime salve" del 1996. La canzone è "Khorakhane" sottotitolo "a forza di essere vento". Tratta della semplicità della vita e delle relative e ormai storiche sofferenze patite da un popolo rom (Khorakhanè appunto). Parole che toccano il cuore e che descrivono acome meglio non potrebbero l'emarginazione storica di un popolo senza patria ma non per questo senza dignità o senza Dio. ------ (...) Porto il nome di tutti i battesimi, ogni nome il sigillo di un lasciapassare, per un guado una terra una nuvola un canto, un diamante nascosto nel pane. Per un solo dolcissimo umore del sangue, per la stessa ragione del viaggio.. viaggiare. --- (...) --- Saper leggere il libro del mondo con parole cangianti e nessuna scrittura, nei sentieri costretti in un palmo di mano, i segreti che fanno paura, finchè un uomo ti incontra e non si riconosce ed ogni terra si accende e si arrende la pace. ----(...) --- e poi Mirka a San Giorgio di maggio (festa popolare rom) tra le fiamme dei fiori a ridere a bere, e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi... e dagli occhi cadere --- (...) --- e se questo vuol dire rubare, questo filo di pane tra miseria e fortuna, allo specchio di questa kampina (baracca rom) ai miei occhi limpidi come un addio, lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca il punto di vista di dio......
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siti su De Andrè
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